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Innovata Imago

l'obbiettivo primario di INNOVATA IMAGO è di unire in una ATI altamente specializzata le migliori energie e risorse professionali ed imprenditoriali attive ed attivabili nel campo del restauro per convogliarle nel recupero delle facciate decorate a "sgraffito".
Per raggiungere un'obbiettivo tanto ambizioso qualto impegnativo applichiamo le tecnologie più innovative studiate per la microchirurgia o l'ingegneria aerospaziale al fine di rendere le tecniche di intervento le più efficaci e le meno invasive possibili.
La tecnica dello sgraffito è stata usata in Europa fin dall'epoca classica, e fu molto comune in Italia nel Cinquecento, Durante il Rinascimento, infatti, basandosi questa tecnica sulle stesse procedure realizzative della pittura a fresco, se ne ebbe una larga diffusione per la creazione di facciate a scopo sia decorativo che pubblicitario. In combinazione con la decorazione ornamentale, queste tecniche davano un'alternativa alla più comune pitturazione monocromatica dei muri.  
Durante il XVI secolo la tecnica fu portata in Germania dai capomastri del Rinascimento ed adottata con entusiasmo dagli artigiani locali, loro allievi. Numerosi esempi di sgraffiti possono essere trovati in Assia, nella zona della Wetterau e nei dintorni di Marburgo.
La stessa tecnica fu usata anche in Turingia, in Engadina ed in Transilvania mentre in Catalogna,  lo sgraffito fu adottato all'inizio del XX secolo dagli architetti neoclassici del Noucentisme e divenne una tecnica ricorrente nella decorazione delle facciate.

Lo sgraffio è un modo di "creare" giochi di cromie basati sul chiaro scuro e i contrasti bitonali, che a differenza delle altre tecniche decorative, sono prodotti dal fatto che lo sgraffio non aggiunge ma sottrae materiale, strati di intonaco, mediante incisione: il graffio appunto.
La tecnica realizzativa è relativamente semplice: sopra il muro si stende l' arriccio  un impasto di calce e inerti colorati, ocre scure o rossastre.  La malta colorata andrà stesa uniformemente, ben battuta e lisciata.
Asciutto il primo strato se ne stende sopra un altro, chiamato intonachino, più chiaro e dello spessore di pochi millimetri, a base di grassello di calce e polvere fine di marmo.   A essicazione appena iniziata si appoggia il cartone con il disegno da riprodurre, bucherellato in modo che, passandovi polvere di carbone, si trasferisca il motivo decorativo sull'intonaco ( tecnica dello spolvero).
Con un ferro acuminato si incide il contorno del disegno eliminando lo strato di intonachino superficiale, riportando in vista il colore diverso sottostante